Terapia con cellule staminali per l’incontinenza urinaria da sforzo

L’incontinenza urinaria da sforzo è la perdita involontaria di urina durante uno sforzo fisico. È una condizione molto diffusa che colpisce sia uomini che donne. Il trattamento viene eseguito con un approccio graduale che prevede misure conservative, come la perdita di peso e gli esercizi per il pavimento pelvico, il trattamento medico con duloxetina e una serie di opzioni di trattamento chirurgico.

Tuttavia, le recenti restrizioni nell’uso di reti e nastri sintetici hanno limitato le opzioni di trattamento chirurgico, portando alla necessità di nuovi e inediti trattamenti per l’incontinenza urinaria da sforzo. La terapia con cellule staminali è un campo medico in via di sviluppo e offre il potenziale per ripristinare la normale funzione fisiologica dello sfintere uretrale.

L’efficacia della terapia con cellule staminali nell’incontinenza urinaria da sforzo è stata dimostrata in studi preclinici e ha portato alla sua valutazione in diversi studi clinici.

Questa revisione valuta le attuali prove di sicurezza ed efficacia del trattamento con cellule staminali per i pazienti con incontinenza urinaria da sforzo che hanno fallito la gestione conservativa e/o medica e non sono stati sottoposti a un precedente trattamento chirurgico per l’incontinenza urinaria da sforzo.

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Sicurezza ed efficacia del trattamento intracoronarico con cellule staminali mesenchimali derivate dal cordone ombelicale per pazienti molto anziani con occlusione coronarica cronica totale

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Questo studio ha voluto indagare la sicurezza e la fattibilità dell’iniezione intracoronarica di cellule staminali mesenchimali del cordone ombelicale umano in pazienti molto anziani con occlusione coronarica cronica totale, nell’arteria coronaria che fornisce la circolazione collaterale al cuore

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2021 Report studi clinici per la terapia cellulare avanzata

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CellTrials.org ha presentato il report relativo agli studi clinici  in terapia cellulare avanzata, per l’anno 2021. La terapia cellulare ha avuto un’impennata nel 2020, a causa del raddoppio del numero di studi avviati,con le MSC (da 156 a 300) la maggior parte dei quali predisposti per trattare il COVID-19. Ridimensionata la pandemia, nel 2021, il numero totale di studi avanzati di terapia cellulare registrati nel corso del 2021 è stato di 773, in netto calo rispetto ai 960 del 2020, e molto vicino ai totali del 2019 e del 2018, come si evince dalla timeline di seguito riportata:

CellsTrial.org ha pubblicato i dati relativi al 2021 solo ora, perché la compilazione dei dati internazionali sui trial clinici ha subito delle variazioni temporanee dovute al sito web del registro dei trial che è spesso fuori uso. 

Come servizio pubblico, CellsTrial.org ha deciso di pubblicare un database di trial clinici di terapia cellulare avanzata per il COVID-19. Il numero cumulativo di trial che trattano il COVID-19 con la terapia cellulare nei due anni da gennaio 2020 a dicembre 2021 è di 195.

CellsTrial.org ha deciso di pubblicare la ripartizione dei tipi di cellule utilizzati nel 2021 per gli studi di immunoterapia. Come noto il campo dell’immunoterapia è esploso dopo lo sviluppo della terapia CAR-T, e gli studi clinici CAR-T continuano ad essere predominanti. Per ciò che concerne gli studi clinici di immunoterapia relativi al 2019, CellsTrial.org ha reso noto che per il 54% degli studi è stata utilizzata la terapia CAR-T, mentre per il 70% degli studi di immunoterapia erano state utilizzate le  cellule T.

Dopo due anni, considerando anche l’avvento della pandemia, è stato dimostrato che l’importanza e l’adeguatezza delle cellule T è praticamente invariata.

CellsTrial.org ci ha tenuto a specificare che il secondo tipo di cellule più appropriato per l’immunoterapia sono le cellule Natural Killer (NK), comprese le cellule NK espanse, le cellule CAR-NK e le cellule NK attivate o indotte. Va specificato che esiste un’importante distinzione tra queste due modalità di terapia, ovvero, che la maggior parte delle terapie CAR-T sono autologhe, mentre la maggior parte delle terapie NK sono allogeniche.

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Artrocentesi dell’articolazione temporo-mandibolare e iniezione di tessuto adiposo microframmentato per il trattamento dell’alterazione interna e dell’osteoartrite: Uno studio clinico randomizzato

Lo squilibrio interno e l’osteoartrite sono le malattie degenerative dell’articolazione temporomandibolare più comuni e il trattamento iniziale di tali condizioni si basa sull’artrocentesi. La microframmentazione del tessuto adiposo rappresentare un metodo valido per preservare le cellule staminali ma nessuna applicazione è mai stata segnalata nell’articolazione temporomandibolare. 

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