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La terapia con cellule staminali rappresenterebbe un potenziale approccio terapeutico per il trattamento della SLA

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Recentemente è stato pubblicato sulla rivista Molecular Therapy, Methods & Clinical Development uno studio secondo cui le cellule staminali derivate dal tessuto adiposo proteggono i motoneuroni e riducono l’attivazione gliale sui modelli di SLA sia in vitro che in vivo.  

La terapia con cellule staminali rappresenterebbe quindi un potenziale approccio terapeutico per il trattamento della SLA. Le cellule staminali mesenchimali (MSC) sono un tipo di cellula staminale adulta che si trova principalmente nel midollo osseo e può differenziarsi in vari tipi di cellule, tra cui le cellule ossee, le cellule muscolari e le cellule adipose (adipociti).

Lo studio ha evidenziato che il trapianto di MSC su topi affetti da SLA migliora la funzione motoria, riduce l’infiammazione delle cellule nervose, rallenta la progressione della malattia e prolunga la durata della vita dell’animale. 

La fonte primaria di MSC, tuttavia, proviene dall’aspirazione del midollo osseo, una procedura che può risultare spesso invasiva, costosa e che fornisce un numero limitato di cellule. Il tessuto adiposo invece rappresenta una fonte alternativa di MSC, le quali potrebbero essere raccolte con procedure meno invasive come la liposuzione. In questo caso le cellule sono anche più abbondanti e mostrano un potenziale di crescita maggiore rispetto alle MSC derivate dal midollo osseo.

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